Sopravvivere a una valutazione negativa

Sopravvivere a una valutazione negativa

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Cosa è una valutazione di prestazioni? Bisogna iniziare con il riconoscere che una valutazione di performance non è un report scientifico, testabile, dimostrabile o verificabile. Non è nemmeno l’esito di una negoziazione fra valutatore e valutato. È un documento formale a uso interno che registra l’opinione su di un dipendente da parte del proprio datore di lavoro o del diretto superiore/supervisore.

La parola chiave in questo caso è proprio opinione. Nel migliore dei casi l’opinione è imparziale e onestamente basata sui fatti, anche se una parte di giudizio personale è inevitabile purtroppo. Il problema però è che in un ipotetico disaccordo con il capo in merito alla propria valutazione, l’opinione del capo avrà sempre un peso maggiore. Uno studio recente ha dimostrato che le persone sono piuttosto inaccurate nell’autovalutazione, soprattutto nei casi in cui la performance è piuttosto scarsa. Non è necessariamente vero, dunque, però probabilmente una valutazione esterna è più attendibile di una valutazione.

E SE IL MIO CAPO SI SBAGLIASSE?

Supponiamo che il capo sia in buona fede, le principali cause dietro alle valutazioni sbagliate sono i dati non corretti. In caso di numeri sbagliati è opportuno farlo presente con cautela e attenzione: non scordare che lui per primo ha interesse a vedere una valutazione positiva. Dietro alla valutazione c’è un lavoro e se vuoi contestarlo assicurati che ne valga la pena.

Qualunque sia la tua scelta, evita una soluzione immediata. Può essere utile al termine dell’incontro di restituzione dire qualcosa del tipo: “Questa valutazione è una sorpresa per me. Vorrei prendermi un po’ di tempo per riflettere su quanto scritto prima che venga reso ufficiale e avere un secondo incontro”.

Durante questo tempo può essere utile andare a recuperare le vecchie valutazioni e tutta la documentazione riguardante le nostre performance. Tornato in riunione con il capo le strade sono due: riconoscere che la valutazione è stata una importante occasione di apprendimento e crescita, chiedendo cosa puoi fare per migliorare; oppure puoi dire al tuo capo che hai esaminato con attenzione le valutazioni e ritieni che debba essere rivista. Nel secondo scenario è consigliabile portare prove a giustificazione di quanto affermi.

Un’ultima cosa a cui prestare attenzione è mantenere la conversazione su di un piano professionale: le valutazioni non hanno un carattere personale e probabilmente l’impatto emotivo che hanno su di te non è un argomento che può essere utile nella discussione con il tuo capo. È comprensibile essere abbattuti o irritati da valutazioni che non riteniamo corrette, ma è sempre opportuno procedere con estrema cautela evitando di trascendere il piano professionale e mantenendosi ancorati sui fatti.

Tratto da un articolo scritto da Dick Grote e pubblicato sul blog di Harvard Business Review il 7 Marzo 2017.

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